Nuovi criteri di accesso a Portobello a partire dal 1 luglio 2018

Nel 2018 sono state effettuati 139 accessi all’emporio sociale Portobello di Modena sito in via Divisione Acqui 81, che dalla sua apertura, nel 2013, ha supportato 2254 famiglie per un totale di 7899 persone.

A cinque anni dall’apertura di Portobello, vengono introdotte alcune modifiche parziali ai criteri di accesso che entreranno in vigore dal 1 luglio 2018. Ecco le novità principali: il criterio relativo al reddito IRPEF, che fino a questo momento doveva essere “non inferiore a 5.422 2uro”, viene abolito. Si terrà conto solamente del valore ISEE, che per poter accedere rimane uguale, ovvero non superiore a 10.000 euro. È stato inoltre aggiornato il criterio riguardante la disoccupazione – fino a questo momento riferito al 2011 ma ormai datato – in questo modo: “persone disoccupate, regolarmente iscritte al Centro per l’impiego, persone titolari di prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (Naspi, Asdi) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria”.

 Le possibilità di fruire del servizio rimangono due, di sei mesi ciascuna con una pausa di sei mesi dopo il primo ingresso, ma viene introdotta una nuova modalità di domanda per quanto riguarda il secondo accesso: questo infatti sarà regolato da Portobello in collaborazione con l’associazione partner Progetto Insieme, che fin dall’inizio presta servizio di consulenza finanziaria all’interno dell’emporio.
In sintesi, ecco destinatari, requisiti e modalità di presentazione della domanda:
 
DESTINATARI:
       persone disoccupate, regolarmente iscritte al Centro per l’impiego, persone titolari di prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (Naspi, Asdi) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria;
       lavoratori autonomi che hanno cessato la propria attività a causa della crisi;
       famiglie mono genitoriali con figli di età non superiore a 21 anni (conclusione del ciclo scolastico);
       anziani soli o coniugi che vivono con solo redditi da pensione;
       famiglie in cui vivono persone con handicap certificati ai sensi della Legge 104/1992.
REQUISITI:
       vivere in affitto e non essere proprietari di beni immobili ad esclusione dell’abitazione di residenza in cui il beneficiario risiede stabilmente;
       residenza nel Comune di Modena;
       possesso, per i cittadini stranieri non comunitari, di regolare permesso di soggiorno, ricevuta della richiesta di rinnovo o permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
       valore ISEE non superiore a 10.000 euro.
DOVE PRESENTARE DOMANDA
Prima domanda: Sportello sociale del polo di residenza.
Seconda domanda: contattare direttamente Portobello al numero 0597132476 negli orari di apertura (martedì e sabato ore 9.00-12.30 e giovedì ore 15.00-19.00) e concordare un appuntamento.
“Portobello rientra tra le progettualità sociali più innovative che la città di Modena ha realizzato negli ultimi anni  – afferma Luca Barbari, presidente di Porta Aperta Modena ente gestore di Portobello – È un progetto di comunità, che vede impegnati volontari, associazioni, imprese e Comune di Modena in una azione che produce coesione sociale e contrasto alla povertà generando risorse positive e volontariato. I nuovi criteri di accesso semplificano da un lato le modalità di accesso, favorendo un allargamento della fascia di popolazione che può accedere al servizio, dall’altro introducono la possibilità per il terzo settore di gestire i secondi accessi. Quest’ultima decisione è la realizzazione di quanto sin dall’inizio la rete di associazioni che ha sviluppato il progetto intendeva realizzare. Dopo un primo periodo sperimentale, che oggi può dirsi concluso più che positivamente, oggi iniziamo ad introdurre una modalità di accesso ritenuta particolarmente utile per garantire la flessibilità e tempestività delle risposte. Si tratta, ancora una volta, di una prova del fatto che  la coprogettazione tra ente pubblico e terzo settore produce frutti positivi per la collettività”.
“In questi anni abbiamo constatato l’utilità e l’efficacia dell’Emporio Solidale, di cui Portobello è divenuto un modello da esportare anche in altri territori – afferma l’assessora a Welfare e Coesione del Comune di Modena Giuliana Urbelli – ma ci siamo resi conto anche dell’importanza di ascoltare le richieste delle famiglie per rispondere meglio ai loro bisogni. Da questa osservazione è scaturita la decisione di modificare i criteri di accesso a Portobello per renderlo maggiormente accessibile a tanti nuclei che appartengono a una cosiddetta fascia grigia, soprattutto a causa del perdurare della mancanza di occupazione, eliminando quindi completamente il criterio relativo al reddito irpef”. 

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