Grazie Gruppo Famiglie della Parrocchia Sacro Cuore-Sacca per la vostra amicizia!

Il Gruppo Famiglie della Parrocchia Sacro Cuore-Sacca di Modena organizza periodicamente degli incontri di approfondimento-confronto su temi di attualità sociale.

di Laura Solieri

“Lo scorso autunno  – racconta Walter Sancassiani – abbiamo deciso di affrontare il tema Immigrazioni, indicato anche dalla Pastorale del Vescovo alle Parrocchie. E abbiamo deciso che anziché parlare di immigrazione tra italiani, fosse sensato ascoltare direttamente gli immigrati”.

Così, è stati organizzato un primo incontro a novembre scorso presso la nostra Casa di Abramo, che ha sede proprio nel quartiere Sacca, e a seguire è stata proposta una serie di azioni e momenti di collaborazione da parte del Gruppo Famiglie della parrocchia sia come come supporto concreto ai ragazzi della Casa, sia per stimolare la stessa parrocchia ad “aprirsi” maggiormente verso gli stranieri e le diversità religiose e culturali.

“Abbiamo proposto diversi azioni – spiega Walter – Il corso di italiano tra un’insegnante in pensione e alcuni ragazzi, coinvolto alcuni ragazzi della Casa in piccoli lavoretti di manutenzione, dato suggerimenti dove proporsi dal punto di vista del lavoro, donato un tavolo da ping-pong e un biliardino per distrarsi un attimo da preoccupazioni sul fronte casa.

Abbiamo inoltre organizzato un 2° incontro presso la Parrocchia dal titolo “Storie di immigrazione”, dove alcuni ragazzi della Casa di Abramo hanno raccontato come story-telling con mappe alla mano il perché sono partiti dal loro paese, il percorso fatto e gli ostacoli incontrati; incontro chiuso con una cena multi-etnica.

Altre recenti iniziative di collaborazione nel 1° semestre: durante la sagra annuale della Parrocchia, abbiamo previsto per la prima volta un menù indiano-pakistano, che è stato apprezzato da molti partecipanti. E una partita di calcetto organizzata tra giovani, genitori e figli del quartiere e i ragazzi di Casa di Abramo”.

Piccole azioni che messe insieme e con continuità contribuiscono a ridurre luoghi comuni, diffidenze; possono alleggerire i pensieri negativi di chi ha incontrato situazioni atroci nel proprio paese, che vive lontano dalle proprie famiglie, che non può tornare a casa perché sarebbe ancora peggio, ma che non ha troppe prospettive per le difficoltà di lavoro che ci sono e nemmeno di ottenere il riconoscimento di rifugiato con tempi lunghissimi.

Iniziative come queste servono anche a valorizzare le diversità religiose e cultura,  permettono di trovare valori comuni, i più essenziali ma veri al di là del credo di ognuno, del darsi una mano quando si è in difficoltà, prima come persone che come immigrati – afferma Sancasssiani – Come tanti italiani che sono stati migranti, forse ci si è dimenticati situazioni simili; occorrerebbe più consapevolezza. Sono comunque piccole iniziative ma che possono sicuramente ampliarsi senza troppe illusioni.

Sono tanti gli incontri e i dialoghi che mi sono rimasti nel cuore – conclude Walter – Ad esempio vedere i ragazzi di religione musulmana (durante il Ramadan) cucinare nella cucina della parrocchia, “regno” delle rezdore, e vedere volti che dalle perplessità iniziali diventano sorrisi e apprezzamenti. Basterebbe davvero poco per ridurre problemi e slogan banali e ad attivare nuove relazioni in quartieri in trasformazione da vari punti di vista. 

Oppure imparare dalle storie tragiche dei ragazzi su come sono arrivati in Italia, dei drammi umani, e nonostante questo, la ricerca di dignità, rispetto, qualche sogno e voglia di provarci. Noi a confronto reagiremmo sicuramente con altro atteggiamento. C’è da apprendere e c’è da fare parecchio, qui e là”.

Grazie Walter, grazie a tutta la Parrocchia Sacro Cuore – Sacca di Modena per la vostra amicizia! 

 

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