MARIA CHIARA

STORIE

Maria Chiara

L’empatia nasce dall’attenzione diceva Simone Weil. È fondamentale comprendere che ogni intolleranza culturale e la mancanza di dialogo impediscono il riconoscimento reciproco. Valorizzare le affinità è indispensabile per la costruzione di una convivenza pacifica, basata sulla solidarietà e sul rispetto”.

Maria Chiara Longo, ha 38 anni, vive a Modena dove insegna in una scuola superiore.

Già impegnata in altre esperienze di volontariato, Maria Chiara ha conosciuto Porta Aperta grazie ai volontari della parrocchia di San Benedetto che, da tanti anni, collaborano con la nostra struttura.

“Faccio parte del servizio mensa per tre turni serali al mese e per qualche turno extra, all’occorrenza – racconta Maria Chiara – L’attività in mensa permette di entrare in contatto con i nostri ospiti, scambiare con loro qualche parola, accoglierli con gioia, farli sentire i benvenuti. In cucina si collabora tutti insieme per la buona riuscita del servizio e, nel frattempo, si ha la possibilità di confrontarsi su vari temi, in un’atmosfera molto positiva, fatta di condivisione di ideali.

In un mondo lacerato da conflitti continui, alimentati da un clima di odio, di paura e di chiusura verso varie categorie di persone (che poi sono le più deboli), in cui imperversa l’individualismo e l’empatia scarseggia, ritengo fondamentale alimentare i principi di fratellanza, solidarietà, sostegno, comprensione, ed un ottimo modo per riuscirci è dedicare un po’ del proprio tempo agli altri, attraverso il servizio, l’ascolto, il dialogo.

Soltanto guardando e ascoltando l’altro possiamo comprendere la sua storia personale e maturare man mano una visione più ampia e profonda delle relazioni che riguardano l’umanità intera.

Vittorio Arrigoni diceva: “Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana”. Un pensiero meraviglioso, che condivido totalmente e che si può tradurre nella vita concreta attraverso piccoli gesti di amore verso il prossimo, aprendo le porte agli altri!

Il volontariato è ancora più utile a chi lo fa che a chi lo riceve, è un’esperienza che arricchisce enormemente. Occuparsi degli altri, dando il proprio contributo per un progetto umanitario rende felici. Provare per credere!”.

ga('send', 'pageview');