Guardare oltre, accettare che la vita è cambiata e serve tutto il nostro amore

La nostra volontaria Anna Festi, in questa domenica, ci dice una cosa molto bella: «Per me, la parola accoglienza nel 2021 significa guardare oltre, accettare che la vita è cambiata, ma che proprio per questo dobbiamo cambiare anche noi, adeguarci e muoverci, perché c’è ancora più bisogno del nostro tempo e del nostro amore».

di Laura Solieri 

Anna ha 65 anni e dallo scorso settembre è in pensione; per quarant’anni ha fatto la bibliotecaria e ha amato tantissimo la sua professione.

«Presso Porta Aperta svolgo volontariato in mensa e sono molto felice della scelta fatta, perché ho la sensazione immediata di fare qualcosa di utile. Ho conosciuto l’associazione perché in passato, in relazione al mio trasloco, avevo contattato Porta Aperta per donare alcuni pezzi di mobilio. Poi, tramite il web, sono venuta a conoscenza dei vari servizi che offre.

Ho già svolto in passato attività di volontariato, soprattutto coi più deboli, persone anziane e malate (morbo di Parkinson o Alzheimer). Sinceramente, grazie al pensionamento, non vedevo l’ora di dedicare più tempo a “loro”, ma il covid ha frenato le mie aspettative: impossibile entrare in ospedale o in case di riposo. Quindi mi sono fermata, poi ho capito che dovevo muovermi e non aspettare che la pandemia finisse, che dovevo imparare a conviverci e a dedicarmi comunque ai miei sogni, cioè essere utile agli altri.

In questi giorni – conclude Anna – ho conosciuto delle belle persone a Porta Aperta, con cui sicuramente sarà possibile avere occasioni di confronto e di crescita. Ho fatto la richiesta anche alla Croce Blu, che mi ha appena contattata per seguire il corso di base».

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