ACCOGLIENZA RESIDENZIALE E ACCOGLIENZA RICHIEDENTI PROTEZIONE INTERNAZIONALE

ACCOGLIENZA RESIDENZIALE

a Madonna del Murazzo

Madonna del Murazzo offre un massimo di 33 posti letto in stanze per non più di tre persone ed ospita adulti maschi, italiani e stranieri.
Agli ospiti viene offerto vitto completo e, in caso di necessità, i servizi di ambulatorio medico, consulenza legale e supporto nella ricerca del lavoro.
Le persone accedono al dormitorio principalmente attraverso i Poli Territoriali dei Servizi Sociali del Comune di Modena.
Ogni ingresso viene effettuato sulla base di un progetto personale che prevede: sostegno educativo, accompagnamento ai servizi, durata della permanenza.

ACCOGLIENZA INVERNALE

L’Area Accoglienza residenziale svolge un ruolo centrale nell’azione di potenziamento del progetto di Accoglienza invernale coordinato dal Comune di Modena e che vede: l’aumento dei posti di accoglienza notturna presso una struttura di via delle Costellazioni nella quale gli operatori di Porta Aperta svolgono un’attività di presidio educativo; la scelta di collocare in accoglienza notturna per tutto il periodo caratterizzato da temperature rigide tutte le persone che dormono all’aperto anche se prive di patologie acute in atto; il servizio di unità di strada professionale per persone senza dimora; l’intervento di Housing First.

APPARTAMENTI

Porta Aperta negli anni si è dotata di strutture di accoglienza ad alta autonomia in cui le persone che hanno concluso un percorso possono trascorrere periodi più lunghi per consolidare gli obiettivi raggiunti in vista della propria autonomia.

Per informazioni: alessandro.bernabei@portaapertamodena.it

ACCOGLIENZA RICHIEDENTI PROTEZIONE INTERNAZIONALE

Casa di Abramo e 5 appartamenti a Modena

CASA DI ABRAMO

Il 23 dicembre 2017, alla presenza dell’Arcivescovo Mons.CastelluccI e del Sindaco di Modena è stata presentata alla città la ‘Casa di Abramo‘.
Il nuovo centro è un progetto aperto. Un modo innovativo di interpretare il lavoro sociale, con il coinvolgimento degli ospiti in un rapporto di reciprocità; dei residenti, delle attività commerciali ed artigianali, della parrocchia e delle associazioni della zona; dei principali stakeholders e della rete di Porta Aperta. Il nome ‘Casa di Abramo’ è stato scelto nell’intento di proporre un messaggio culturale. Sulla comune origine delle fedi monoteiste, promuovere la convivialità delle differenze, basata sulla pace e il reciproco riconoscimento. Il capostipite richiama la mobilità delle genti, il diritto ad arrivare, sostare e ripartire; evoca la provvisorietà e l’incertezza del cammino. Casa di Abramo si aggiunge al sistema di accoglienza di Porta Aperta per la prima accoglienza di persone che, fatte le opportune valutazioni, saranno in seguito inserite in appartamenti ad alta autonomia. La casa inizialmente ospiterà non più di 24 persone, maschi, singoli, in attesa del riconoscimento di asilo politico e/o protezione umanitaria, e in futuro anche persone che escono da percorsi di grave esclusione sociale, seguiti da operatori a ciò dedicati. Viene garantito il presidio notturno della struttura.

5 APPARTAMENTI

Dalla fine di maggio 2017 Porta Aperta presta attività di accoglienza nei confronti di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, temporaneamente presenti sul territorio in attesa di essere ricevuti dalla commissione territoriale per il conseguimento dello status di rifugiato. Per questo progetto sono stati allestiti 5 appartamenti e la nuova struttura denominata “Casa d’Abramo” che oltre alla funzione alloggiativa consente di organizzare laboratori per condividere interessi e per imparare l’italiano. Vengono assicurati:  un servizio di assistenza linguistico culturale, che sostiene gli ospiti nell’accesso ai diversi servizi del territorio; un servizio di assistenza sanitaria e un sostegno psicologico; un orientamento e accompagnamento legale e amministrativo, in particolare per la formalizzazione della richiesta d’asilo; un orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, favorendo la naturale propensione di ogni persona accolta; un orientamento e accompagnamento all’inserimento sociale, attraverso attività di sensibilizzazione, informazione e partecipazione ad eventi pubblici che favoriscano il dialogo con la comunità.

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