Ambulatorio

A Sassuolo nasce l’ambulatorio medico di Porta Aperta per le persone più vulnerabili

Professionisti volontari di Porta Aperta garantiscono assistenza medica, orientamento e accompagnamento ai servizi alle persone che non possono iscriversi al Servizio sanitario nazionale, come stranieri senza permesso di soggiorno, richiedenti asilo e cittadini senza fissa dimora. L’esperienza si inserisce nel solco degli ambulatori già attivi a Modena e Carpi

Garantire l’accesso alle cure anche alle persone più fragili e difficili da intercettare attraverso i percorsi ordinari del Servizio sanitario. È questo l’obiettivo dell’ambulatorio medico Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora dell’associazione di volontariato Porta Aperta, inaugurato stamattina nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia di Braida, in via Braida 279 a Sassuolo. All’inaugurazione erano presenti i Sindaci di Sassuolo e Fiorano Modenese, Matteo Mesini e Marco Biagini, la Direttrice del Distretto di Sassuolo Federica Ronchetti, i professionisti volontari che lavoreranno nell’ambulatorio e rappresentanti di Porta Aperta Modena e della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.

L’ambulatorio nasce per offrire un punto di riferimento sanitario alle persone presenti sul territorio del Distretto di Sassuolo che, per la propria condizione anagrafica o amministrativa, non possono accedere all’assistenza del medico di medicina generale. Tra i destinatari ci sono cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno, richiedenti asilo ospitati nei Centri di accoglienza straordinaria (CAS) del Distretto di Sassuolo e della montagna, cittadini italiani senza fissa dimora e persone che hanno perso la residenza.

L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato dall’Azienda USL di Modena con l’associazione Porta Aperta di Modena con analoghe esperienze realizzate a Modena e Carpi, sviluppando anche nel Distretto di Sassuolo una collaborazione tra servizi sanitari, istituzioni, realtà ecclesiali e volontariato per intercettare persone che rischiano di rimanere ai margini della rete di assistenza. L’obiettivo è favorire un accesso precoce alle cure e accompagnare le persone verso i servizi più appropriati, contribuendo al tempo stesso a una maggiore tutela della salute dell’intera comunità.

La struttura sarà gestita da personale volontario di Porta Aperta – 15 volontari, tra medici e addetti all’accoglienza – in collaborazione con l’Ausl, attraverso il Distretto di Sassuolo, e con l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico. La Parrocchia di Braida, d’intesa con la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, ha messo a disposizione i locali che ospiteranno l’attività. È inoltre prevista la collaborazione con le altre parrocchie dell’Unità Pastorale di Sassuolo e con le associazioni di volontariato del territorio. Tra i sostenitori dell’iniziativa figurano il Lions Club Sassuolo e l’Associazione Balestrazzi&Barozzi.

L’attività si svilupperà lungo tre direttrici: assistenza medica di base, con prestazioni analoghe a quelle garantite dai medici di medicina generale; tutela e orientamento, attraverso l’accompagnamento nelle procedure per l’ottenimento della tessera sanitaria temporanea STP (Straniero Temporaneamente Presente) e nell’accesso ai servizi sanitari e sociali; presa in carico, con l’accompagnamento nel percorso di cura e l’organizzazione di visite, esami e ulteriori prestazioni necessarie.

“L’apertura di questo ambulatorio è un ulteriore passo per rendere concreta l’universalità del diritto alla salute, intercettando persone che spesso incontrano ostacoli nell’accesso ai servizi sanitari – dichiara Federica Ronchetti, Direttrice del Distretto di Sassuolo –. L’esperienza di Modena e Carpi ci mostra quanto sia importante costruire una rete capace di andare incontro alle persone più vulnerabili, non limitandosi alla prestazione sanitaria ma accompagnandole nel percorso di cura e nell’accesso ai servizi. Anche a Sassuolo vogliamo rafforzare questa rete, mettendo in relazione l’Ausl, i Comuni, la Diocesi, le parrocchie e il volontariato. È un lavoro che tutela le persone più fragili e, nello stesso tempo, contribuisce alla salute di tutta la comunità, favorendo l’accesso alle cure appropriate e prevenendo il ricorso tardivo o improprio ai servizi di emergenza”.

“Con l’apertura del nuovo ambulatorio di Sassuolo, Porta Aperta rafforza sul territorio modenese una presenza sanitaria e solidale che da anni accompagna chi vive ai margini, nella convinzione che la possibilità di curarsi non debba dipendere dalla condizione economica o sociale di una persona – afferma Alberto Caldana, presidente di Porta Aperta Modena – L’ambulatorio sarà aperto il lunedì e il giovedì, dalle ore 9 alle ore 11. L’accesso avverrà attraverso le segnalazioni dei servizi sociali dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, del Centro Stranieri del Distretto Ceramico, delle parrocchie e delle associazioni del territorio”.

“Una città si misura anche dalla capacità di prendersi cura di chi attraversa un momento di difficoltà. L’apertura di questo ambulatorio – aggiunge Matteo Mesini, Sindaco di Sassuolo – è una bella notizia per la nostra città, perché significa offrire una possibilità di cura in più a chi ne ha maggiormente bisogno. Un investimento nella salute di tutta la comunità, reso possibile grazie alla collaborazione concreta tra sanità pubblica, Comuni, parrocchie e volontariato, che arricchisce la rete di assistenza già presente sul territorio e ci permette di essere ancora più vicini alle persone”.

Accanto alla risposta sanitaria, i volontari di Porta Aperta potranno accompagnare le persone anche nell’accesso alla rete sociale e territoriale, mettendole in contatto con i servizi e le realtà che possono rispondere a ulteriori necessità, dall’accoglienza abitativa alla mensa, dal lavoro alle pratiche legate al soggiorno. Un approccio integrato che punta a costruire un percorso di cura intorno alla persona, a partire dall’ascolto e dall’accoglienza.