Martedì 24 febbraio 2026 alle ore 18.30 presso Salvo Libri (via Canalino 44, Modena) si terrà la presentazione del libro “Si fa presto a dire pace” di Mario Raffaelli, volume che racconta l’esperienza professionale diretta dell’autore nei processi di mediazione in aree di conflitto. Raffaelli ripercorre il proprio coinvolgimento in Mozambico, nel Corno d’Africa e nel Nagorno Karabakh tra il 1980 e il 2018, evidenziando come la pace non sia mai un risultato immediato, ma il frutto di un percorso complesso, fatto di equilibri politici, istituzionali ed economici.
L’evento, condotto da Pier Paolo Pedriali, giornalista di TRC Modena e presidente dell’Associazione Stampa Modenese, vedrà Raffaelli in dialogo con Grazia Baracchi, docente e referente della Rete Scuole di Pace degli Istituti Comprensivi di Modena. L’iniziativa è promossa dall’associazione Porta Aperta Modena e dalla libreria Salvo Libri che proseguono il format culturale “Al centro della città l’economia del bene”.
Il coordinamento e la direzione culturale del percorso sono a cura dell’avv. Luca Barbari: con l’intento di tenere insieme dimensione culturale, impegno civico e riflessione pubblica, “Al centro della città l’economia del bene” vuole essere anche l’avvio di un circolo culturale e di riflessione aperta, capace di coinvolgere cittadini, associazioni, studiosi, amministratori, operatori sociali e realtà del territorio.
Prima dell’incontro, alle ore 17 Mario Raffaelli interverrà anche presso il Dipartimento di Studi linguistici e culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia per una lezione in dialogo con la professoressa Maria Chiara Rioli, delegata per la Pace e l’Equità Sociale di Unimore.
Raffaelli è stato Parlamentare per quattro legislature e Sottosegretario agli Affari Esteri. Ha svolto un ruolo di primo piano in numerosi processi di pace internazionali, tra cui la mediazione per la pace in Mozambico, ed è stato Inviato Speciale del Governo italiano e dell’Unione Europea. Ha inoltre ricoperto incarichi di rilievo nel campo della cooperazione internazionale, tra cui la Presidenza di AMREF Italia.
L’approccio dell’autore sottolinea come la pace richieda la costruzione di contesti stabili, la creazione di garanzie interne e internazionali e il passaggio – come egli stesso afferma – “dalla critica delle armi alle armi della critica”. La pace, nella prospettiva proposta dal libro, non significa uniformare le parti, ma consentire loro di restare diverse superando il ricorso alla violenza.


