484954904_1107865618042936_5205532116913896955_n

“Noi quei farmaci li usiamo”. Giuliano Venturelli: così possiamo curare migranti e persone senza fissa dimora a Porta Aperta

Da oltre 30 anni, il Centro Salute del Migrante e del Senza di Dimora dell’associazione di volontariato Porta Aperta di Modena, offre gratuitamente cure e la presa in carico di tutte le persone che non hanno l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, in convenzione con l’Ausl, garantendo l’universalità delle cure primarie come sancito dall’art. 32 della nostra Costituzione. Questo Centro tutela infatti la salute di tutte le persone presenti sul territorio modenese che non hanno accesso al Sistema Sanitario Nazionale con il medico di medicina generale, quindi nemmeno accesso ai farmaci. Ne parliamo con il dottor Giuliano Venturelli, responsabile del Centro Salute del Migrante e del Senza di Dimora, realtà dotata di una farmacia sociale che accoglie anche i medicinali di FarmacoAmico, progetto di Hera e Last Minute Market a cui ogni giorno accedono in media 15-20 persone: nel 2024 la farmacia di Porta Aperta ha registrato in totale 3800 accessi per 1036 singole persone (38% donne e 62% uomini).  

Dott. Venturelli, chi sono le persone che accedono alla farmacia?
«Si tratta di una platea di persone molto varia, costituita ad esempio da stranieri extracomunitari in attesa del permesso di soggiorno ma anche da italiani senza fissa dimora, clochard, persone con disturbi psichiatrici o dipendenze di vario tipo, modenesi che hanno perso la residenza. A questi, negli ultimi anni, si sono aggiunti, diventando ora preponderanti come numero, i richiedenti asilo che sbarcano a Lampedusa e che poi vengono ridistribuiti sul territorio, che per i primi 6-7 mesi non hanno l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale. Parliamo di un numero considerevole: 1800-2000 persone con un afflusso quotidiano di 20-30 ai nostri servizi sanitari, dove ricevono oltre alla visita medica anche i farmaci necessari alla loro cura, provenienti in buona parte dal Progetto FarmacoAmico. Quando incrociamo sulle nostre strade questi ragazzi, quando mai ci sfiora il pensiero di quali drammatiche storie portano dentro di loro? Le loro ferite dobbiamo impegnarci a curarle ognuno di noi, accogliendoli con umanità, cercando di ridargli dignità, avvicinandoci con empatia, abbandonando la paura del diverso».

Quali sono i farmaci maggiormente distribuiti gratuitamente a chi ne ha bisogno?

«Farmaci pediatrici prescritti dal pediatra in fascia C, cioè a pagamento, richiesti dalle mamme che si trovano in situazioni di indigenza; farmaci  in fascia C a pagamento prescritti dal medico di medicina generale per adulti che si trovano in situazioni di indigenza, ma soprattutto farmaci per tutte le patologie anche gravi e farmaci salvavita, per persone estremamente fragili dal punto di vista sanitario perché si trovano a vivere in situazioni di disagio sociale estremo e presentano a volte anche patologie gravi o croniche, come cardiopatie ischemiche, ipertensione, diabete,  patologie  tumorali».

Tutto questo è reso possibile grazie all’apporto di ben 62 volontari che sostengono tutte le attività del Centro Salute…

«Abbiamo 31 medici, 7 tra farmaciste e infermiere che operano nella farmacia interna, 1 fisioterapista, 12 odontoiatri, 4 assistenti alla poltrona e 7 operatori della segreteria-accoglienza. Nel 2024, il Centro ha effettuato oltre 4000 visite, anche oculistiche, e 350 prestazioni odontoiatriche».

Ha sottolineato più volte che sono i medici volontari i maggiori destinatari dei farmaci raccolti grazie al progetto FarmacoAmico: in che senso?
«Siamo noi stessi medici volontari, dopo la visita, a dispensare i farmaci direttamente alle persone, spiegando loro la corretta assunzione. Quante volte mi è capitato, consegnando loro una scatola di farmaco con impresso il timbro di FarmacoAmico, di riflettere sull’importanza e il valore etico di questo progetto: quella scatola ormai destinata a diventare “scarto da smaltire come rifiuto speciale”, si trasforma nelle mie mani, come per miracolo, in strumento generatore di salute, quindi di vita, per coloro che vivono ai margini della nostra società, i più poveri tra i poveri, spesso visti e considerati come “scarti” loro stessi dalla cosiddetta società civile. Quando un bene o un servizio viene ricevuto gratuitamente spesso rischia di perdere il giusto valore che rappresenta. Ecco, questo non accade a Porta Aperta con un bene prezioso come il farmaco».

In questi anni di guerra in Ucraina, come Porta Aperta avete compiuto quasi una decina di missioni in loco, e a due di queste ha partecipato personalmente portando farmaci per la maggior parte provenienti da FarmacoAmico. 

«Con il nostro furgone, li abbiamo portati e donati all’ospedale di Novyj Rodzil, poco a sud di Leopoli. Ho toccato con mano l’estrema povertà in cui vive quella popolazione, indipendentemente dalla guerra. Ho visto con i miei occhi cosa significa l’assenza di una sanità pubblica di tipo universalistico come la nostra. Ho poi controllato i dati sull’aspettativa di vita in Ucraina che si commentano da soli: 68 anni per gli uomini e 72 per le donne. Nelle due ultime missioni in Ucraina sono stati portati farmaci anche presso un ospedale pediatrico oncologico trasferito dalle zone di guerra in un paese anch’esso vicino a Leopoli. L’ultima spedizione è avvenuta circa venti giorni fa, in collaborazione con Mediterranea».

Laura Solieri, Gazzetta di Modena 3 dicembre 2025