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Porta Aperta al femminile: festeggiando l’8 marzo 2026

Come ogni anno, la Festa della Donna è particolarmente significativa per l’associazione Porta Aperta di Modena. Storicamente impegnata nell’accoglienza e nel supporto a un’utenza prevalentemente maschile, l’associazione sta infatti ampliando in modo sempre più rilevante la propria attività rivolta anche all’universo femminile.

Negli ultimi tempi Porta Aperta ha rafforzato i servizi e i percorsi di sostegno dedicati alle donne, intercettando bisogni emergenti e offrendo nuove opportunità di accoglienza e accompagnamento. Un impegno che testimonia la volontà dell’associazione di rispondere in maniera sempre più attenta e inclusiva alle trasformazioni sociali e alle diverse forme di fragilità presenti sul territorio.

I numeri raccontano spesso più di molte parole. E quelli che emergono dalle attività di Porta Aperta restituiscono con chiarezza l’impatto sociale di un lavoro quotidiano fatto di accoglienza, cura e accompagnamento.

Porta Aperta accoglie 4 signore ospiti a Casa di Rut, 6 donne nella sua Comunità di Transito di Casa di Abramo; nell’ultimo anno sono state 524 le donne che hanno fatto accesso all’ ambulatorio medico e alla farmacia dell’associazione; 595 le donne che hanno fatto la spesa all’emporio sociale Portobello, sempre gestito da Porta Aperta; 32 le donne che hanno usufruito dei servizi a bassa soglia (mensa, servizio docce e igiene personale, distribuzione vestiario); 6 le donne che si sono rivolte allo sportello di Avvocato di Strada, 24 le donne inserite nei progetti di protezione internazionale.

Dati che testimoniano un impegno sempre più forte nel dare risposta ai bisogni dell’universo femminile, offrendo non solo aiuti immediati ma anche percorsi di tutela, autonomia e reinserimento sociale. Dietro ogni numero c’è una storia, e il lavoro di Porta Aperta dimostra quanto sia fondamentale costruire reti di solidarietà capaci di accompagnare le persone verso nuove possibilità di vita.

Una delle donne accolte racconta: «In un certo momento della mia vita ho avuto soprattutto bisogno di un tetto sopra la testa e di un posto dove fermarmi per rimettere un po’ in ordine nella mia quotidianità. Qui ho trovato accoglienza, persone che mi hanno dato fiducia e il tempo necessario per rimettermi in piedi, passo dopo passo. Sapere di non essere sola fa davvero la differenza».

In foto, uno scatto che ritrae una bella collaborazione con Lapam dedicata a un progetto pensato per le ospiti di Porta Aperta