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Superare le difficoltà ripartendo da Casa di Abramo di Porta Aperta: la storia di Giuliano

Una bella storia in un quartiere di Modena, quello della Sacca, spesso noto alle cronache per problemi di degrado, che dimostra invece che un’altra narrazione di questo luogo della nostra città è possibile. Il protagonista è Giuliano, un signore modenese che da un anno vive presso Casa di Abramo in via delle Suore, una delle strutture di accoglienza residenziale gestite dall’associazione Porta Aperta che al momento ospita 18 persone, uomini e donne. 

«In passato ho fatto tanti lavori: in tipografia, come giardiniere, come muratore… Ho acquisito competenze diverse che nella vita mi sono tornate utili. Sono anche uno sportivo niente male, facevo football da ragazzo – racconta Giuliano sorridente, senza posare nemmeno per un secondo la ramazza e la zappa con cui da tempo tiene pulita e in ordine, a titolo volontario, la zona adiacente a Casa di Abramo – Poi la vita non sempre va come avevi previsto e ti ritrovi ad aver bisogno di una mano, e ho incontrato Porta Aperta». Nonostante qualche acciacco legato all’età, ora che Giuliano ha trovato una soluzione abitativa stabile e la sua quotidianità è tornata ad essere più tranquilla, ha voglia di dedicare il suo tempo anche agli altri e allo spazio che li circonda, e non sta mai con le mani in mano: «Se sto fermo, io muoio!».

Ed ecco che il quartiere Sacca, anche grazie a lui, torna ad essere più bello, in ordine, pulito: tutti i giorni Giuliano, si è messo a spazzare e a zappare le aiuole esterne, oltre che interne, a Casa di Abramo, anche quelle dei vicini di casa della struttura, come la Tecnodiesel. «Siamo entusiasti di questo rapporto di buon vicinato che si è instaurato – dice Fabio Bernabei della Tecnodiesel – Giuliano pulisce spesso anche davanti alla nostra autofficina e ora il parcheggio qui davanti e le varie aiuole sono tutte in ordine. Ogni tanto, ci si ferma a fare due chiacchiere, un’occasione utile anche per conoscere gli altri componenti della Casa di Abramo di Porta Aperta».

Ad aprile 2022, nella struttura di Casa di Abramo, è stata avviata la cosiddetta Comunità di Transito, progetto sperimentale in convenzione con il Comune di Modena, che da ottobre 2024 è diventato un servizio stabile della rete territoriale, di contrasto alla grave emarginazione. Questo servizio di accoglienza residenziale ha due obiettivi primari: offrire alle persone periodi di sollievo dalla vita in strada, nei quali poter soddisfare alcuni bisogni primari come il riparo, il cibo, il vestiario, l’igiene personale, e costruire una relazione di vicinanza con le persone accolte, che possa aiutarle a rivolgersi ai servizi istituzionali di presa in carico.

«Le persone che ospitiamo – conclude il responsabile di Casa di Abramo Alessandro Bernabei – arrivano su invio dei servizi del comune di Modena e dell’Ausl. Hanno trascorsi legati ad esempio al gioco d’azzardo, a dipendenze di vario tipo, donne vittime di violenza piuttosto che persone che stanno seguendo percorsi di fuori uscita dal carcere o in generale persone senza dimora».

Laura Solieri, Gazzetta di Modena 29 settembre 2025